Il Lago d’Orta riparte tra mille incognite 

Riapre l’ufficio turistico dell’Unione

ORTA SAN GIULIO – “La stagione? Sicuramente azzoppata, forse compromessa. Ma non ci arrendiamo e, chi potrà riaprire, si è già attivato per farlo in sicurezza. Da parte della clientela c’è voglia di tornare sul lago, ripartiamo da un turismo di prossimità ma è fondamentale riaprire le frontiere, perché è impensabile fare a meno degli stranieri”. Lo dice Oreste Primatesta, presidente dell’Unione Turistica Lago d’Orta, tornato fisicamente al timone dell’Unione Turistica dopo i tre mesi che lo hanno bloccato in sud Africa, impossibilitato a rientrare a causa del lockdown mondiale.
“La situazione resta disastrosa. Una grande quota di alberghi e ristoranti è tuttora chiusa, gli stessi turisti sono disorientati, specie gli stranieri che ancora non sanno quando potranno venire in Italia. E’ una buona notizia la riapertura delle frontiere in ingresso dalla Svizzera e dalla Germania, un bacino d’utenza molto importante per il nostro lago. Ma tra i grandi assenti della stagione 2020 ci sono, almeno per ora, i britannici, schiacciati tra l’emergenza Covid e le incognite della Brexit, che nei prossimi mesi porterà l’uscita definitiva del Regno Unito dall’Europa”.
Peraltro, la voglia di vacanza non manca o non mancherebbe: “I turisti che contattano le nostre strutture per chiedere informazioni sono molti, ma le prenotazioni ancora stentano a riprendere. Come detto, prevale il disorientamento, e anche per questo abbiamo deciso di riaprire, già a partire da questa settimana, il nostro ufficio turistico in piazza Unità d’Italia a Pettenasco, attrezzato per accogliere in sicurezza i visitatori e per rispondere, anche telefonicamente, ai loro quesiti. L’info-line è al numero 349.0984657”.

Il ponte del 2 giugno, intanto, ha fatto registrare un grande afflusso di pubblico e, a prima vista, lascerebbe ben sperare. Ma il fenomeno, secondo Primatesta, va analizzato nel suo complesso: “Tutti sono i benvenuti sul lago, e questa è una premessa importante da fare: ma se è vero che il “ponte” ha riversato un gran numero di turisti sui laghi del nord Italia, da noi e sul lago di Como in primis, va anche detto che si è trattato più che altro di una gita “mordi e fuggi”, fatta in giornata e, molto spesso, senza accedere ad alberghi e ristoranti che, anche in quell’occasione, hanno lavorato sottotono. Lo ripeto, diamo il benvenuto a tutti ma, ora più che mai, chiediamo anche ai turisti un gesto di collaborazione e solidarietà con chi il lago d’Orta lo mantiene vivo e accogliente, cioè gli operatori delle nostre strutture: se potete, passate una notte in albergo e scegliete di mangiare in uno dei nostri ristoranti. Si tratta del modo più bello di vivere il territorio e di sostenerne la ripartenza: è un gesto semplice ma importantissimo”.

Altrettanto importante, per Primatesta, “è il sostegno delle istituzioni locali: dobbiamo poter contare su una loro sensibilità e lungimiranza, perché ci sarà molto da fare nei mesi a venire per tornare a promuovere il nostro lago, ampliando la durata della stagione e facendo marketing territoriale anche all’estero. Quando l’emergenza sarà del tutto finita, il lago d’Orta dovrà essere, ancor più di prima, fulcro di eventi e itinerari, doverosamente e validamente promosso nelle principali fiere del comparto turistico in Europa e nel mondo”.

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