Gli italiani e il valore del tempo

Il 40% degli italiani percepisce di trascorrere momenti di scarso valore

In questo momento particolare che stiamo vivendo tutti #iorestoacasa diventa l’hashtag con cui raccontiamo una nuova vita domestica fatta di incontri virtuali con gli amici con videochiamate di gruppo ma anche piccoli piaceri che possiamo goderci con più calma di prima.
Riscoprire il valore del tempo, e dare significato ai momenti che fino a pochi giorni fa sembravano non averne, è ancora più importante, soprattutto in riferimento alle proprie priorità e relazioni. Che percezione hanno gli italiani verso il valore del tempo? Come vivono i momenti apparentemente senza significato? Come li vorrebbero valorizzare?
Questo e altri aspetti sono stati oggetto di studio da parte di Nescafé che ha commissionato una ricerca all’istituto Doxa sul tema “Italiani e il valore del Tempo”.
La ricerca, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da 600 individui, di un’età dai 18 ai 64 anni ha rilevato quanto nella Penisola sia alta la consapevolezza di vivere momenti apparentemente privi di valore, momenti che possono trasformarsi in occasioni di arricchimento in termini personali e relazionali. L’obiettivo di Nescafé è sensibilizzare la community sul valore del tempo attraverso ispirazioni e suggestioni su come farlo al meglio e un nuovo esperimento sociale (Video YouTube) volta a emozionare gli italiani, coinvolgendoli con il racconto di storie reali in cui questi momenti trovano un nuovo significato fatto di gesti, connessioni e relazioni.

Lo psicologo Luca Mazzucchelli commenta lo studio Nescafé-Doxa “La gestione del tempo è un tema caro ai più: la sensazione di perdere tempo, sprecarlo, rincorrerlo e farsi usare da esso, anziché essere noi a usarlo attivamente, è qualcosa che ricorre nella vita di molti. Si dice spesso che il tempo sia denaro, in realtà se ci pensiamo bene il tempo è qualcosa di più del denaro: se quest’ultimo infatti può essere accumulato, al contrario il tempo scorre e, che lo vogliamo o no, siamo obbligati a spenderlo. In generale, avere la percezione di usare bene il proprio tempo, occupandolo con momenti e attività che abbiano senso e valore, può fare una differenza significativa per la persona in termini di soddisfazione e benessere. Al contrario, aver la sensazione di star spendendo il proprio tempo senza alcun significato può far vivere sentimenti di malessere e insoddisfazione. In questo contesto penso che l’opportunità offerta da Nescafé di riflessione e ispirazione a dare valore sia assolutamente importante. Dal mio punto di vista di consulente suggerisco alcuni consigli utili per trasformare i momenti “vuoti” degli Italiani in valore: adottare il giusto mindset, stilare una lista delle cose importanti da mettere in campo in questi momenti, utilizzare la tecnologia e i social network solo se in modo funzionale, rendere più semplici le cose importanti che ci fanno stare bene, svolgere attività che permettono di investire positivamente su sé stessi, ad esempio praticare la mindfulness, e sulle relazioni con gli altri”.

I TREND CHIAVE DELLO STUDIO

Tra gli italiani, la sensazione di vivere momenti di scarso valore è molto diffusa. Il 40% infatti percepisce frequentemente questo stato d’animo, equamente tra uomini e donne e in modo diversificato invece per età con i giovani della generazione Y (18-24 anni) che ne sono maggiormente coscienti (59%), seguiti dai Millennials (54%) e infine dagli over 45 che si classificano per ultimi (22%) in quanto meno frequentemente soggetti a questo tipo di riflessione.

Dallo studio emerge inoltre che i momenti trascorsi apparentemente senza valore sono quelli riconducibili a condizioni di “attesa” ordinaria, dove situazioni di comune vissuto quotidiano fanno da padrone come in coda alla cassa (48%), bloccati nel traffico (74%) o sui mezzi di trasporto e prima di una visita medica (58%).
Tuttavia, esistono altre condizioni più intime in cui si avverte questa sensazione tra cui l’essere in compagnia di persone con cui non abbiamo molti interessi comuni (41%), alle feste di famiglia (20%) oppure quando si è da soli e non si ha nulla di particolare da fare (40%) o si è in attesa di un evento sportivo (22%).

La sensazione di “perdere del tempo” ha come conseguenza un impatto emotivo importante, consistente per il 60% delle persone, che trova manifestazione in un comune senso di noia (41%), impazienza (33%) o, in alternativa, si associa a stati nervosismo (25%), di frustrazione (22%) fino ad arrivare all’irrequietezza (19%) e in alcuni casi ad ansia (13%) e stress (16%). Gli Italiani reagiscono oggi per il 61% in modo introspettivo, dedicando questo tempo a proprie riflessioni, oppure volgendosi all’esterno, soprattutto attraverso l’utilizzo del web per navigare (53%) e dei canali social per conversare e chattare (37%), oppure intrattenendosi con contenuti interessanti per le loro passioni come musica, gaming e video (52%).

Secondo Doxa e Nescafé questi comportamenti non soddisfano la reale esigenza di aggiungere valore e ricchezza al tempo percepito come vuoto e vengono vissuti solo come riempitivi. Il desiderio della maggior parte delle persone si divide in due opportunità: da un lato l’investimento su di sé e dall’altro una migliore connessione con gli altri. L’aspirazione degli Italiani sarebbe infatti quella di poter trasformare questi momenti investendo di più su sé stessi, recuperando energie fisiche e mentali (74%), dedicandosi ad attività per coltivare le proprie passioni (73%), mettendo ordine sulle proprie priorità e pensieri relativi a relazioni e persone importanti (69%), progettando attività da condividere (64%) e dedicando un gesto alle persone amate, mandando un messaggio (60%) o recuperando un contatto ormai perso da tempo (41%).

IDENTIKIT DEGLI ITALIANI CHE VIVONO MOMENTI SENZA VALORE

Gli italiani che vivono questi momenti senza valore seguono per età e comportamenti sociali diversi filoni di personas che sono stati sintetizzati in quattro cluster precisi dove il 31% sono gli Indolenti, il 24% gli Emotivi, il 29% le Impazienti e infine il 16% le Estroverse.

GLI INDOLENTI (31%) Giovani che vivono in piccoli centri, con mezzi economici e culturali limitati, che provano spesso la sensazione di avere momenti senza valore nella propria giornata, che affrontano con una certa apatia e passività. Si annoiano a stare con le mani in mano, specialmente nelle occasioni in cui non sono “protagonisti attivi” (monotone feste di famiglia, o sotto l’ombrellone a far nulla), ma nello stesso tempo, a causa del loro atteggiamento indolente, non hanno riempitivi particolari nel proprio tempo libero, né sembrano così intenzionati a crearsene.

GLI EMOTIVI (24%) Uomini adulti spaventati dalla solitudine, spesso colpiti da sconforto e ansia che generano disagio e insonnia. Non gestiscono bene i tempi vuoti, e vorrebbero impiegarli in qualcosa di costruttivo e utile a sé stessi, dedicandosi ad esempio alle proprie passioni; tuttavia, la loro scarsa gestione dell’emotività li condiziona e li induce a rifugiarsi in attività poco impegnative, come l’ascolto della musica, i videogames o la navigazione Internet.

LE IMPAZIENTI (29%) Donne mature che vivono nelle grandi città, hanno una vita organizzata e non hanno molto tempo da perdere. Quando nella vita quotidiana devono affrontare dei tempi morti –code alla cassa, tragitti troppo lunghi sui mezzi pubblici, traffico reagiscono con nervosismo e irritazione. Poco predisposte alla socialità, preferiscono usare questi momenti per chiudersi in sé stesse, riflettere o guardarsi intorno, al massimo per navigare e chattare. Secondo loro, il modo migliore di capitalizzare i momenti vuoti è quello di rilassarsi e recuperare le energie.

LE ESTROVERSE (16%) impiegate di provincia, serene ed espansive di natura, si spazientiscono davanti alle classiche perdite di tempo della vita quotidiana: le code (in posta, al market, dal medico), il traffico, l’attesa dei mezzi pubblici. In virtù della propria natura così incline alla socialità, approfittano dei momenti vuoti per comunicare con gli altri: telefonano, chattano, e se capita chiacchierano anche con gli sconosciuti. Potendo scegliere, userebbero il tempo disponibile per stare in contatto con gli altri, senza disdegnare le piccole attività di arricchimento culturale e qualche momento di sano “edonismo”.

LA TOP 5 DELLO PSICOLOGO MAZZUCCHELLI SULLE ABITUDINI PER VIVERE IL TEMPO CON VALORE

Lo psicologo Mazzucchelli conferma lo scenario emerso dalla ricerca Doxa sviluppata a supporto dell’esperimento sociale “The Message”, consolidando il trend in essere tra la community italiana che percepisce in modo chiaro e forte il tema della perdita di tempo e della mancata valorizzazione di alcuni momenti. Uno scenario sociale ed emotivo che indubbiamente nelle generazioni più giovani è più sentito, un andamento che potrebbe essere dovuto da un lato al carico di lavoro delle fasce senior che potrebbe essere più elevato – portando queste persone ad essere necessariamente più impegnate e ad avere meno momenti “vuoti” -, dall’altro alla possibilità che queste fasce siano in grado di vivere con maggiore maturità e consapevolezza questi spazi, dandogli il giusto valore. Ma cosa suggerisce lo psicologo Mazzucchelli per valorizzare questi momenti vuoti? Ecco la top 5 dei consigli che suggerisce di mettere in atto per riappropriarsi di questo tempo e dargli valore:

1. ASSUMERE IL GIUSTO MINDSET
ll mindset – l’atteggiamento mentale che si assume di fronte alle situazioni della vita – può condurre a conseguenze ed esiti differenti. Poniamo di trovarci in uno stato di attesa in autostrada, dal medico o prima di un evento sportivo: possiamo scegliere di vivere quella situazione come una perdita di tempo, sperimentando frustrazione, oppure prenderci la responsabilità di trasformarla in tempo di valore, domandiamoci “Che cosa posso fare di diverso per dare valore a questo momento?”

2. INVESTIRE POSITIVAMENTE SU DI SÉ E NELLA CONNESSIONE CON GLI ALTRI
Per creare valore in questi momenti si possono seguire due filoni di azioni, da un lato svolgere attività di investimento su di sé, dall’altra attività di connessione. Tra le attività di investimento su di sé ci sono rilassarsi e recuperare le energie, coltivare i propri interessi/passioni, migliorare il proprio livello culturale, riflettere, assaporare qualcosa di buono da bere o da mangiare. Per rilassarci e recuperare le energie possiamo utilizzare semplici pratiche di mindfulness. La mindfulness consiste nell’essere consapevolmente presenti nel qui e ora, nel momento che stiamo vivendo, con un atteggiamento curioso, aperto e non giudicante. La pratica della presenza diminuisce lo stress, aumenta i livelli di energia, riduce ansia, potenzia il sistema immunitario, migliora la qualità della vita.

È possibile scegliere tra diverse pratiche di mindfulness:
Respirazione: concentrare l’attenzione sul proprio respiro, riportando continuamente la mente nel presente;
Body Scan: spostare l’attenzione attraverso le diverse parti del corpo, prestando attenzione a qualsiasi sensazione sentiamo per coltivare la consapevolezza del proprio corpo;
Guardare, ascoltare, sentire: aprire i sensi e percepire quello che ci circonda, concentrandoci sulle cose che fanno parte dell’esperienza presente, sull’osservare, udire e sentire con il tatto quanto attorno a noi.
Azioni consapevoli: avere consapevolezza mentre svolgiamo determinate attività, prestando completa attenzione a quello che stiamo facendo, momento per momento, ad esempio assaporando qualcosa di buono da bere o mangiare. Come bere un caffè in modo mindful? Iniziare ad assaporalo con l’olfatto, ascoltare il rumore dei granelli di zucchero che cadono nella tazza, mescolare e annusare di nuovo, sentire il calore della tazzina tra le mani, il contatto delle labbra sul bordo, assaporare un sorso con attenzione, sentire il caffè scendere in gola e concentrarsi sull’aroma che rimane a persistere in bocca.
Per quanto riguarda il dedicarsi alle passioni o alla propria cultura, oltre ai libri classici, esistono oggi podcast e audiolibri, contenuti in formato audio da fruire sullo smartphone su argomenti più disparati. La versatilità e comodità d’uso li rende candidati ideali per ridare valore ai nostri momenti vuoti facendo un’attività importante: aumentare le nostre conoscenze e competenze ed essere quindi persone più informate e preparate, in definitiva migliori. Tra le attività di connessione spiccano mandare messaggi affettuosi e importanti alle persone amate, condividere parole che si dimentica spesso di dire agli altri, parlare con le persone attorno a sé e sintonizzarsi con loro, instaurando relazioni positive. Tutte le ricerche in ambito “felicità” confermano che connettersi con gli altri, ancor di più con altri significativi, è l’azione che più in assoluto aumenta la felicità e il benessere personale. Utilizzare i momenti vuoti per connettersi alle altre persone condividendo pensieri, sentimenti, emozioni, riflessioni diviene l’occasione e per sentici bene e realizzati.

3. STILARE LA LISTA DELLE COSE IMPORTANTI
Nell’ottica di dare valore ai momenti “vuoti”, suggerisco di stilare una lista di attività che sono importanti e che si fatica ad inserire nella quotidianità (studiare una nuova lingua, approfondire un argomento, progettare un viaggio, di coltivare una relazione con una persona che ci sta a cuore, leggere un libro, dedicarsi ad attività positive). Si può tirare fuori la lista nei momenti “vuoti” e domandarsi qual è il modo migliore di impiegare il tempo. Si possono sviluppare abitudini di riempimento, comportamenti automatici che vanno a soddisfare desideri e necessità e che verranno attivati in determinati contesti, come chiamare o scrivere a persone importanti, coltivando la relazione quando siamo in attesa di qualcosa d’altro.

4. USARE LA TECNOLOGIA E I SOCIAL IN MODO FUNZIONALE
Utilizzare la tecnologia e i social con intenzione e non perché veniamo risucchiati dal cellulare. I nostri smartphone sono in grado di richiamare la nostra attenzione e spesso finiamo per trascorrere il tempo “vuoto” in attività che non ci interessano davvero. Per evitare di riempire automaticamente i tempi vuoti con la tecnologia, è possibile mettere in atto alcune strategie che ridurranno l’attrattiva dei dispositivi tecnologici: disattivare le notifiche, liberare la schermata iniziale, rimuovere tutte le app dei social media.

5. RENDERE “PIÙ SEMPLICI” LE COSE IMPORTANTI
Se da una parte il consiglio è rendere meno “accessibili” quelle attività riempitive che svalorizzano il tempo (come la tecnologia), dall’altra parte è necessario rendere più semplici e immediate quelle che ci aiutano a valorizzarlo. Se sappiamo che amiamo leggere teniamo sempre un libro a portata di mano.

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