Il Piemonte dice NO al caporalato

Confcooperative Piemonte: “Una scelta chiara e netta su cui lavorare insieme alle imprese e ai territori”

E’ stato firmato in Regione Piemonte il Protocollo d’Intesa Sperimentale sul tema del caporalato, per la promozione del lavoro regolare in agricoltura, facilitare l’incontro di domanda e offerta di lavoro stagionale e dare soluzione ai problemi di trasporto dei lavoratori, per la maggior parte migranti, tra Regione Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro, Prefetture, ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Anci, organizzazioni sindacali, organizzazioni del settore agricolo, Arcidiocesi di Torino e Diaconia Valdese. Tra iprimi firmatari del Protocollo anche Confcooperative Piemonte, coinvolta fin dai primi incontri per la stesura e molto determinata a rafforzare con questo atto i percorsi virtuosi delle numerose  cooperative agricole associate, a partire dal territorio del saluzzese, una delle aree più interessate dal fenomeno del lavoro stagionale e dove la stessa associazione si sta misurando, da alcuni anni, con gli enti locali, in  progetti innovativi di accoglienza diffusa che affianchino il mondo agricolo per aumentare le opportunità di una vita quotidiana dei lavoratori migranti qualitativamente migliore. Il protocollo prevede inoltre l’attivazione di uno sportello dedicato al collocamento pubblico in agricoltura, con l’obiettivo di conoscere e definire il fabbisogno di manodopera, snellire le procedure legate ai contratti di lavoro, prevenire fenomeni di irregolarità.

Il protocollo – afferma Luca Facta, responsabile delle relazioni sindacali di Confcooperative Piemonte – nasce per prevenire e contrastare il fenomeno del lavoro illegale in agricoltura, garantendo la corretta applicazione dei contratti di lavoro collettivi, il rispetto dei principi di sicurezza e legalità nei rapporti di lavoro. Dal nostro punto di vista – continua Facta – può essere allo stesso tempo uno strumento funzionale per implementare la diffusione delle buone pratiche cooperative volte a difendere e valorizzare la filiera agroalimentare italiana contrastando pratiche commerciali scorrette e ogni forma di sfruttamento della manodopera.

Abbiamo vissuto sicuramente un giorno molto importante per l’agricoltura piemontese ma non solo”, commenta Domenico Paschetta, Presidente di Confcooperative Piemonte, “abbiamo firmato una traccia su cui bisognerà lavorare e migliorarsi costantemente, con l’obiettivo di rispondere da un lato alle necessità di forza lavoro delle imprese e delle nostre cooperative, dall’altro di rispettare la dignità delle persone e garantire la qualità del lavoro stesso. Non bisogna relegare il tema solo a logiche di accoglienza, come spesso è stato fatto: si tratta anche e soprattutto di necessità di forza lavoro, occorre quindi ampliare il raggio d’azione coinvolgendo anche la grande distribuzione, sempre più attenta alla qualità non solo del prodotto ma a 360° del processo produttivo, lavoro incluso. Facendo questo, dovremo anche essere in grado di mettere le imprese in condizioni di essere competitive attraverso processi di semplificazione, e nel pieno rispetto delle regole. Confcooperative Piemonte sarà senza dubbio in prima linea per supportare le sue associate nell’affrontare con trasparenza e regolarità la nuova stagione produttiva, nel rispetto di tutti gli attori coinvolti.”

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