Animali non “convenzionali”… i nuovi amici dei novaresi

NOVARA – Conigli, pappagalli, tartarughe, cavie, sauri, serpenti, criceti, furetti, cani della prateria…questi e molti altri sono definiti animali esotici o non convenzionali, che sono sempre più presenti nelle nostre case e, pertanto, si rende sempre più necessaria la figura di un medico veterinario che si occupi esclusivamente e in modo specialistico della loro salute. A tal proposito abbiamo sentito il parere della dottoressa Elena Costanti, Dirigente Medico Veterinario dell’area di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche dell’ASL NO.

Elena Costanti
Elena Costanti

Dottoressa, che cosa consiglia di fare se si desidera accogliere nella propria casa uno di questi animali come animale da compagnia?
Il primo consiglio è quello di informarsi, in quanto diventare proprietario di un animale significa prendersene cura, occuparsi del suo benessere e permettergli di vivere in un ambiente idoneo alla sua specie, cercare di dargli le migliori condizioni possibili di vita. La gestione di questi animali presenta numerose problematiche collegate alle diverse esigenze etologiche e fisiologiche delle specie interessate. Una volta stabilito quale tra questi animali vorremmo scegliere, dobbiamo cercare di acquisire più informazioni possibili riguardo alle sue necessità, il suo comportamento, la sua gestione, gli spazi da dedicargli, la corretta alimentazione, la riproduzione, i problemi sanitari che più frequentemente possono manifestarsi e la frequenza dei controlli medici cui sottoporlo. Naturalmente la fonte migliore per tutti questi consigli è il medico veterinario.
Ci sono quindi caratteristiche ambientali, di habitat, che devono essere rispettate; ad esempio, se decido di tenere in casa un rettile piuttosto che un pappagallo?
Ogni specie ha esigenze davvero diverse! La Regione Piemonte già da anni ha dimostrato grande attenzione verso quegli animali considerati “esotici” (pappagalli di grandi dimensioni del genere Ara, rapaci come il Falco di Harris, mammiferi come i Degu e gli Scoiattoli Canadesi ed i rettili a rischio di estinzione), ovvero quegli animali che non esistono in popolazioni che vivono stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà sul nostro territorio. A tutela del loro benessere ha emanato la Legge Regionale n. 6/2010 e nel 2012 il Regolamento d’attuazione, che riportano le norme obbligatorie per la detenzione, l’allevamento e il commercio degli animali esotici. In questa legge vengono stabiliti quelli che sono gli obblighi di chi detiene animali esotici, in particolare: possibilità di movimento e arricchimenti ambientali delle strutture in cui vengono tenuti gli animali al fine di ricreare il più possibile il loro habitat naturale ed evitare così comportamenti stereotipati; una confortevole area di riposo all’interno della struttura in cui vengono tenuti;
isolamento da rumori troppo forti; evitare la vicinanza con animali competitori; evitare qualsiasi forma di costrizione; fornire sempre un’alimentazione idonea alla specie, allo stato di salute ed all’età degli animali.
Oltre a questo, nella legge Regionale vengono date indicazioni molto più specifiche a seconda delle specie considerate, per esempio proprio per i pappagalli ed altri uccelli esotici sono indicati i requisiti che devono avere le strutture che li ospitano, quindi le dimensioni delle voliere in rapporto all’apertura alare degli animali ospitati, posizionate in luoghi tranquilli, con coperture idonee per proteggerle dalle intemperie, gli arricchimenti ambientali, i nidi, l’illuminazione adeguata, l’alimentazione, l’acqua e ovviamente, l’igiene delle strutture che devono essere facilmente lavabili e disinfettabili.
Se invece parliamo di rettili, dobbiamo allora ricordare che bisogna avere particolare cura in merito alla temperatura, all’umidità, all’illuminazione ed aerazione delle teche che li ospitano.
Bisognerà allestire strutture che tengano conto delle loro dimensioni per garantirne la libertà di movimento ed in cui sia riprodotto il microclima dell’habitat di appartenenza a seconda della specie ospitata, in modo tale che l’animale possa espletare le proprie funzioni fisiologiche, con particolare attenzione ad una corretta digestione e al periodo della muta. Errori nelle condizioni di detenzione si possono infatti ripercuotere sulla salute di questi animali.
Ma se si ammala, posso far visitare un animale esotico da qualsiasi medico veterinario?
Considerata la sempre maggiore presenza di questi animali nelle nostre case, numerosi sono i medici veterinari hanno voluto approfondire le loro conoscenze in materia e si sono specializzati nella cura di questo tipo di animali. Il consiglio è comunque quello di sottoporre periodicamente il proprio animale ad una visita clinica.
Quindi, per riassumere, se voglio acquistare un animale esotico come animale da compagnia, di che cosa devo accertarmi?
Al momento dell’acquisto, bisogna accertarsi che l’animale sia accompagnato da idonea documentazione, che può essere un semplice documento commerciale o di cessione, oppure nelle specie che lo richiedono un documento C.I.T.E S. (certificazione di identificazione e di legittima provenienza – Convenzione di Washington sul commercio Internazionale delle Specie animali e vegetali in via di Estinzione – Convention on International Trade of Endangered Species 1980) e contattare il Servizio Veterinario della ASL competente per territorio per verificare se la specie interessata è inclusa nella Legge Regionale già citata. Se lo fosse, entro 8 giorni dall’acquisto dovrà essere presentata al Sindaco del proprio Comune una domanda di autorizzazione alla detenzione, per il tramite appunto del Servizio Veterinario, che valuterà l’idoneità alla detenzione svolgendo un sopralluogo ispettivo finalizzato al rilascio del parere.
Il veterinario dell’ASL, all’atto del sopralluogo, verificherà non solo le condizioni di detenzione dell’animale, ma anche che il proprietario sia in possesso di adeguate conoscenze etologiche e di pratiche di allevamento in riferimento alla specie interessata.
Il parere favorevole verrà poi trasmesso al Sindaco, che rilascerà l’autorizzazione entro 60 giorni.
L’autorizzazione alla detenzione è nominale ed è rilasciata esclusivamente al legittimo possessore dell’animale. In caso di alienazione per qualsiasi motivo degli animali detenuti, il detentore ha l’obbligo di darne comunicazione al Servizio Veterinario dell’ASL.
Quali sono in seguito i controlli a cui vengono sottoposti questi animali esotici?
Il Servizio Veterinario dell’ASL effettua periodicamente ispezioni di vigilanza presso i possessori di autorizzazione alla detenzione di animali esotici al fine di verificare che vengano sempre mantenute le condizioni di benessere ed igienico sanitarie che hanno appunto portato al rilascio dell’autorizzazione stessa e questo ovviamente significa che il benessere di questi animali deve essere sempre garantito. Si consiglia poi sempre ai proprietari di sottoporre i loro animali a visite mediche da veterinari liberi professionisti specializzati, al fine di garantire sempre il loro corretto stato di salute.
pappagalli cNel caso ci capitasse di ritrovare un animale esotico, a parte lo stupore e la paura, immagino se trattasse di un rettile, cosa bisognerebbe fare?
La competenza sugli animali esotici è del Servizio Veterinario Area C – Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche per quanto riguarda l’applicazione della Legge Regionale n°6/2010, del Corpo Forestale dello Stato e della Prefettura, se si tratta di animali ritenuti “pericolosi”, per quanto riguarda la tutela dell’incolumità pubblica.
Prima di tutto si deve agire con circospezione, non avvicinarsi troppo all’animale, evitare di prenderlo o costringerlo, perché potrebbe spaventarsi, ferirsi nel tentativo di liberarsi, aggredire o fuggire.
Bisogna quindi tenersi ad una distanza tale da mantenere un contatto visivo e segnalare al più presto il ritrovamento alla Polizia Municipale, che attiverà a cascata tutta la rete di emergenza per il recupero dell’animale.
Verrà infatti contattato il Servizio Veterinario dell’ASL affinché un medico veterinario verifichi se l’animale è esotico e/o pericoloso ed il Corpo Forestale dello Stato.
Verranno poi valutate le condizioni di salute dell’animale e le strategie di cattura, cui possono essere coinvolti anche il Presidio Multizonale di Profilassi e Polizia Veterinaria e nei casi più difficoltosi anche i Vigili del Fuoco. Se l’animale è ferito, verrà deciso il trasporto verso cliniche o strutture veterinarie specializzate, che spesso sono convenzionate con Associazioni per la Protezione degli Animali (Guardie Ecozoofile ed altre Associazioni di volontariato).
Gli animali recuperati afferiscono poi a strutture idonee ad accoglierli, quali i Centri di Recupero per gli Animali Selvatici ed Esotici, presenti su tutto il territorio nazionale.
E parliamo dei circhi: spesso vediamo dai cartelloni pubblicitari che anche in queste strutture sono ospitati animali esotici e addirittura “pericolosi”. Anche questi animali vengono sottoposti a controlli?
Anche per questi casi la Legge Regionale prevede un protocollo operativo per la gestione dei circhi e delle mostre viaggianti che prevedano la presenza di animali al seguito, sempre con la finalità di garantire nel miglior modo possibile il loro benessere.
Al momento della richiesta di concessione del plateatico nella città in cui vuole insediarsi, il Legale Rappresentante della struttura circense dovrà presentare un elenco completo degli animali al seguito e la documentazione inerente al Servizio Veterinario dell’ASL competente per territorio.
Valutata questa documentazione e le planimetrie delle strutture che ospiteranno gli animali, al momento dell’attendamento il Servizio Veterinario effettuerà un sopralluogo presso la struttura per verificare le condizioni di benessere e di salute degli animali.
I circhi devono obbligatoriamente tenere la registrazione di tutti gli animali ospitati, devono avere un rapporto costante con un consulente medico veterinario libero professionista specializzato a seconda delle specie, che aggiornerà quindi le cartelle cliniche degli animali, dichiarando le profilassi o le terapie effettuate, così pure come la formazione del personale adibito alla gestione degli stessi, i piani di alimentazione, di pulizia e di emergenza.
Per la detenzione di alcune specie che rientrano nell’elenco degli animali definiti “pericolosi”, come i grandi felini, gli elefanti e gli ippopotami è poi necessario che il circo abbia ottenuto un’autorizzazione particolare, che viene rilasciata dalla Prefettura a seguito della valutazione da parte di una Commissione Comunale di Vigilanza, che è comunque sempre integrata dal medico veterinario dell’ASL.
Tutto questo verrà valutato dal punto di vista documentale, ma non solo, perché la Legge Regionale anche in questo caso a tutela del benessere degli animali ha stabilito delle metrature minime, cioè degli spazi che obbligatoriamente devono essere messi a disposizione degli animali, strutture interne, caravan e recinti esterni, protezione dalle intemperie, eventuali riscaldamenti, arricchimenti ambientali come pali per lo sfregamento delle unghie per i felini, vari oggetti per il gioco e vasche per fare il bagno.
Al momento del sopralluogo, attraverso l’osservazione diretta degli animali, del loro comportamento e della verifica delle strutture a loro disposizione, cerchiamo quindi di valutare il benessere degli animali in tutte le sue componenti. Se il parere è favorevole, viene allora rilasciato al circo il nulla osta veterinario, che è indispensabile al fine di poter effettuare gli spettacoli.

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